Cari Atleti e Genitori
Rispondiamo all'articolo apparso Mercoledì 17-09-2008 su "IL GIORNO"
"IL CENTRO SPORTIVO FANTASMA "
Questo era il titolo del pezzo pubblicato sulle pagine de “IL GIORNO”, edizione del 17 settembre 2008, a firma di Chiara Giaquinta.
A tal riguardo l’associazione sportiva U.S. Vimo, che per anni ha gestito il Centro Sportivo Comunale di Via Leopardi, fino alla chiusura del gennaio scorso, vuole chiarire alcuni particolari che non emergono dall’articolo ma che ritiene importanti anche per correggere il giudizio negativo che i lettori, inconsapevoli, possono rivolgere all’associazione.
Anzitutto va detto che la morosità accumulata dalla U.S. Vimo nei confronti del CAP (motivo dell’interruzione dell’utenza idrica), è stata generata da una cospicua perdita di acqua dell’impianto idrico interno al Centro Sportivo. La manutenzione di tale impianto, interrato, era di competenza del Comune di Vimodrone, che, in forza della convenzione che lo legava alla U.S. Vimo, aveva assunto la responsabilità della manutenzione straordinaria del centro.
E un intervento di tale natura, va sicuramente classificato come straordinario.
La U.S. Vimo ha più volte sollecitato il Comune affinché provvedesse ad un preventivo sopralluogo tecnico e, quindi, alle necessarie riparazioni ma, da parte del Comune non è stato registrato alcun riscontro.
La U.S. Vimo è una associazione senza fini di lucro e, come tale, dispone di scarse risorse economiche.
Non poteva pagare la somma richiesta dal CAP ma avrebbe potuto se il Comune le avesse concesso quei contributi, previsti per statuto, che pur ha elargito ad altre associazioni sportive operanti nel territorio.
Quanto al sopralluogo effettuato dall’ASL Milano due, va precisato che gli ispettori incaricati, hanno eseguito una valutazione temeraria, basata solo su supposizioni. Non un campione dell’acqua è stato mai analizzato per accertarne le reali condizioni!
La U.S. Vimo ha sempre ritenuto e ritiene ancora pretestuosa tale circostanza.
Per dovere di informazione, va precisato che gli stessi ispettori dell’ASL Milano due, nel corso del suddetto sopralluogo, hanno anche accertato la presenza in loco di strutture in ETERNIT, materiale dagli effetti nocivi comprovati. Invitavano il Sindaco alla rimozione degli stessi ma nessun provvedimento in merito è stato mai adottato.
Si precisa che l’ordinanza di cessazione delle attività all’interno del Centro Sportivo, parla solamente del problema dell’acqua e non fa alcun cenno alla presenza di ETERNIT.
E’ giusto che si sappia che nel mese di luglio 2008, il campo “B” del Centro Sportivo è stato concesso in uso alla Parrocchia attigua……….eppure era stata ordinata la cessazione di tutte le attività al suo interno!
Una concessione discutibile dal momento che l’attrezzatura tecnico/sportiva del campo è di proprietà esclusiva della U.S. Vimo.
Altre imprecisioni, poi, riguardo alla notizia degli spogliatoi da poco rifatti.
Nulla di più impreciso!
Parte degli spogliatoi è stata rifatta nell’anno 1999……non certo recentemente.
Probabilmente l’interlocutore ha fatto confusione con gli spogliatoi di un altro centro sportivo sito in Vimodrone, gestito da altra associazione sportiva, destinataria di tanti contributi economici da parte del Comune, dove gli spogliatoi sono stati realmente costruiti recentemente a spese del Comune, a costi esorbitanti e forse anche “inutili” visto che gli stessi sono già inagibili.
L’interlocutore, infine, ha dimenticato un particolare molto importante che va a inficiare alla base ogni sua idea, desiderio e progetto.
Lui stesso ha affermato che il manto erboso dei campi necessita solo di manutenzione, ma dimentica di dire che lo stesso manto erboso è stato realizzato a spese della U.S. Vimo, così come l’impianto di illuminazione ed altre strutture (quanti milioni delle vecchie lire sono stati spesi!)
Sarà difficile utilizzare tutto il centro o parte di esso sino a che il Tribunale Civile (che è stato adito) non si pronunci sull’indennizzo spettante alla U.S. Vimo.
Si spera che la superiore precisazione venga pubblicata ad integrazione dell’articolo come sopra titolato.
Lo stesso, acquisterebbe maggiore credibilità ed esprimerebbe maggiore equità se confortato dalle ragioni della parte più debole, che noi oggi rappresentiamo.
U.S. VIMO
Il Presidente
Nicola Cinolo
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